La sindrome dolorosa pubica inguinale o "Ernia dello sportivo" | YouCoach Salta al contenuto principale

La sindrome dolorosa pubica inguinale o "Ernia dello sportivo"

La sindrome dolorosa pubica inguinale o "Ernia dello sportivo"

 
Obiettivo
Sommario
Che cos'è la sindrome dolorosa pubica inguinale (SDPI) e come si cura? I consigli del fisioterapista
 
DI COSA SI TRATTA?
La sindrome dolorosa pubica inguinale (SDPI) viene definita in svariati altri modi (ernia dello sportivo, sportsman's groin, sportsman's hernia, sports hernia, athletic pubalgia, Gilmore groin, groin disruption) e nonostante la mancanza di un appellativo comune, la patologia è caratterizzata in tutti i casi da un dolore cronico a carico dell'osso pubico o del legamento inguinale, che aumenta in seguito all'attività fisica. Inizialmente si pensava che la condizione si presentasse solamente negli atleti professionisti, in quanto l'insorgenza è facilitata dalla pratica quotidiana di sport che prevedono repentini cambi di direzione o intense torsioni del busto, tuttavia le conoscenze attuali dimostrano che le persone che soffrono di questa condizione non sono solo quelle sportive, ma in generale gli adulti tra i 20 e i 60 anni, di corporatura magra.
 
SINTOMI
Il paziente di solito riporta un dolore sordo/diffuso/tagliente/bruciante nella zona inguinale, spesso con irradiazioni lungo l'interno coscia, lo scroto, il testicolo e l'osso pubico. Nelle fasi iniziali, il dolore in genere non si verifica durante la competizione, ma insorge dopo che quest'ultima è terminata. I sintomi sono aggravati da movimenti come il calciare, l'improvviso cambio di direzione, le torsioni intense del busto, il tossire o lo starnutire, e altre tecniche come la manovra di Valsava. Il dolore può essere così intenso da limitare gravemente l'attività atletica, se non addirittura impedire completamente la pratica sportiva.
Diversamente da quello che si potrebbe pensare, e a differenza delle comuni ernie inguinali, nella sindrome dolorosa pubico inguinale NON è visibile un rigonfiamento nel canale inguinale.
 
PATOFISIOLOGIA
Molti sono stati i tentativi di spiegare il meccanismo patofisiologico che causa la SDPI, tra i quali una debolezza della parete addominale inferiore, uno squilibrio tra adduttori dell'anca (forti) e parete addominale (debole), una scarsa resistenza generale, una ridotta estensibilità, o scarsa coordinazione della muscolatura sinergica, necessaria per un controllo efficace della dinamica del movimento dell'anca che potrebbe provocare una instabilità funzionale, sovraccarico e lesioni delle strutture non contrattili, come tendini o legamenti. Tra le teorie esistenti una suggerisce che il dolore verrebbe esacerbato dalla compressione di uno o più dei nervi: otturatore, ramo genitale del genitofemorale, ileoinguinale, cutaneo femorale laterale. Tale compressione sarebbe dovuta a un rigonfiamento localizzato insorto in seguito ad una debolezza circoscritta alla parete posteriore del canale inguinale, durante la manovra di Valsava.
 
 
COSA FARE?
Il calciatore soffre spesso di dolore a livello pubico e molte volte è sufficiente ridurre o interrompere l'attività agonistica osservando un breve periodo di riposo per far scomparire ogni sintomo. Tuttavia, se il dolore dovesse persistere, o addirittura peggiorare, è necessario rivolgersi tempestivamente ad un medico competente, il quale provvederà a raccogliere i dati anamnestici, valutare il disturbo tramite l'esame clinico, richiedere (se necessario) esami strumentali e quindi formulare la propria diagnosi. La formulazione di una corretta diagnosi è indispensabile per il proseguimento dell'iter riabilitativo.
 
DIAGNOSI
Per riconoscere la SDPI occorre escludere la presenza di patologie di diversa natura che potrebbero essere erroneamente ricollegate alla stessa, come malattie urologiche (prostatiti), fratture pelviche, lesioni muscolari o tendinee, ecc. In questi casi, oltre all'esame clinico è necessario eseguire approfondimenti ecografici e/o ricorrere alla risonanza magnetica.
 
TRATTAMENTO
Una volta diagnosticata la SDPI, il primo approccio è di tipo conservativo. Vengono eseguiti trattamenti fisioterapici che consistono in un iniziale riduzione del dolore tramite terapie antalgiche e/o terapia manuale, in abbinamento a dei periodi di riposo. Quindi viene impostato un allenamento funzionale che prevede sia contrazioni isometriche, concentriche ed eccentriche atte ad aumentare la stabilità addominale, glutea e in generale la forza e la coordinazione dei gruppi muscolari che si inseriscono nel pube. Dopo questi trattamenti la maggior parte dei pazienti riesce a tornare a praticare la propria attività, senza dover ricorre ad un intervento, tuttavia se l'approccio conservativo dovesse produrre risultati insoddisfacenti, sarà per forza necessario ricorrere al trattamento chirurgico (eseguito spesso in laparoscopia), il quale nel circa 90% dei casi è risolutivo della condizione.
In seguito all'intervento chirurgico sarà possibile fin dalla prima giornata tornare alla deambulazione assistita da un fisioterapista e verrà applicato del ghiaccio per la riduzione del dolore entro le prime 48 ore. Dopo la dimissione sarà necessario continuare l'iter riabilitativo con dei trattamenti fisioterapici svolti nelle stesse modalità di quelle precedentemente descritte. Il ritorno in campo è previsto dopo 6-8 settimane dall'intervento.
 
 
Bibliografia
  • Aali J Sheen, 2014, Contemporary managment of 'Inguinal Disruption' in the sportsman's groin.
  • Abigail A., November 2014, Athletic pubalgia and associated rehabilitation, The International Journal of Sports Physical Therapy.
  • Conservative care of sports hernias within soccer players: A case series.
  • Giampiero Campanelli, L'ernia inguinale dello sportivo o sports hernia una causa frequente di pubalgia dell'atleta.
  • Ulrike Muschaweck, May 2010, Sportsmen’s Groin - Diagnostic  Approach and Treatment With the Minimal Repair Technique: A Single-Center Uncontrolled Clinical Review. 

 

Tipologia: 
Rubrica: 

Autore

| Fisioterapista presso AS Cittadella 1973

Nasce a Cittadella, dove si diploma presso l'Istituto Antonio Meucci con percorso di studi ad indirizzo Scientifico Tecnologico sperimentazione "BROCCA".

Nello stesso anno si iscrive al corso di Laurea in Fisioterapia tenuto dall'Università di Verona presso il Polo Didattico di Vicenza.

Consegue la laurea nel Novembre 2015 e, a Dicembre dello stesso anno inizia a lavorare per l'AS Cittadella Calcio in qualità di fisioterapista del settore giovanile.

Articoli correlati

  • Lo staff tecnico

    A metà-fine agosto, quasi tutte le società ripartono con gli allenamenti sia delle prime squadre che dei settori...

  • Gestire correttamente l'errore

    [[{"type":"media","view_mode":"media_original","fid":"100479","attributes":{"alt":"","class":"media-image","style":"...

  • Il rilassamento muscolare

    Nell’articolo precedente abbiamo fornito alcuni spunti tratti dal training autogeno, al fine di migliorare la...

  • Fuori Gioco

    Per quasi un’intera stagione sportiva ci siamo occupati di capacità attentive e degli accorgimenti e strategie...